C O R E G L I A

La chiesa di Coreglia Il toponimo si ricollega al nome personale latino Corilius e risale all'epoca della conquista romana, al pari di altri toponimi di natura fondiaria presenti in vallata.
     La prima citazione storica si ritrova in un documento del 1034 che riguarda i beni della chiesa di Soglio. Tra le varie località sono menzionate Cannavale (Canevale) e Curelia (Coreglia).
     La chiesa si trova citata per la prima volta nel 1147, allorchè Siro, Arcivescovo di Genova, concede a Berengario della Torre la facoltà di riscuotere le "decime" delle chiese che si trovano "in villa que vocantur Coreliam et Canevalem". E' probabile che la loro erezione in parrocchia sia avvenuta fra il 1132 e il 1140 in seguito al nuovo ordinamento ecclesistico operato da Siro.
     L'intitolazione della Chiesa di Coreglia a San Nicolò riporta la sua origine all'XI secolo, allorchè, sotto il pontificato di Urbano II, andò diffondendosi il culto del Santo, le cui reliquie erano state trasferite, nel 1087, da Mira a Bari, luogo di partenza dei pellegrinaggi per la Terra Santa.
     Nel 1247 la chiesa di Coreglia risulta unita a quella di Canevale. Nel 1410 entrambe si trovano alle dipendenze della chiesa di san Maurizio di Monti, dalla quale si staccano nel 1607 divenendo autonome nel 1622.
     Molto più tardo nella parrocchia di Coreglia è il culto di sant'Antonio, da identificarsi in Sant'Antonio da Padova anche se la definizione  "volgare" di "Sant'Antonino" rimanda al culto del santo vescovo di Piacenza.
     Coreglia, ed in particolare il "nucleo storico" della Villetta, era attraversata da una variante della cosidetta via di Piacenza, importante itinerario che collegava l'approdo di Rapallo al Piacentino.
      Nativo di Coreglia era Angelo Noce cui va il merito di aver promosso l'istituzione del Columbus Day negli Stati Uniti (vedi spazio dedicato in questo sito).

      (testo redatto con la collaborazione di R. Lagomarsino)
       

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C A N E V A L E

La Chiesa di Canevale La più antica citazione di Canevale si ritrova in un documento del 1034. Le terre della Chiesa di Soglio poste "in cannevale" vengono cedute in locazione dal Vescovo di Genova Landolfo a Selverado dei "Signori di Verzi".
     Della Chiesa di Canevale si hanno le prime notizie, unitamente a quella di Coreglia, nel 1147. L'intitolazione a San Giacomo compare per la prima volta in un documento del 1387. Questa dedicazione, come del resto quella a San Nicolò della chiesa di Coreglia, richiama alla mente i pellegrinaggi. La presenza di una fontanella a forma di conchiglia scavata nella roccia e di un quadro raffigurante San Giacomo col bordone del pellegrino nella Cappella di Piandicoreglia confermano,assieme al titolo di chiesa, la funzione della "via di piacenza" quale itinerario medioevale utilizzato dai pellegrini. E' significativa a questo proposito la definizione di "strada romera" che ancora si ritrova in un documento del 1656.
     La chiesa di Canevale è parrocchia dal 1622. Singolare è il gruppo ligneo processionale di San Giacomo. Il Santo è raffiguratoa cavallo mentre trafigge i mori. La "Corsa col Santo" costituisce, il giorno della festa, una spettacolare rappresentazione che si rifà ad una antica tradizione.
     Di Canevale era Giovanni Chichizola il contadino al quale il 2 luglio 1557 apparve la Madonna di Montallegro. Sul luogo dell'apparizione è sorto il Santuario di Montallegro, meta di molti pellegrinaggi votivi. Sui resti della casa di Chichizola a Canevale nel 1882 è stata costruita una cappella.

       (testo redatto con la collaborazione di R. Lagomarsino)

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D E Z E R E G A

Dezerega
     Oggi scarsamente popolata, Dezerega si presenta come un insediamento a case sparse o a piccoli nuclei che anticamente era attraversato da un itinerario di importanza pari alla "via di Piacenza": la "strada dei Monti", che risalendo da Rapallo valicava il crinale al Passo della Crocetta per poi scendere a Cicagna.
     Nel punto più panoramico del paese una turrita dimora ottocentesca, oggi residenza privata, richiama il ricordo degli antichi fortilizi. Nelle vicinanze della chiesa una casa "munita", ora inglobata in altre costruzioni in stato di abbandono, presenta una serie di profonde feritoie che ne denunciano la funzione difensiva nel corso degli ultimi secoli.
     Le prime notizie della Chiesa di Dezerega risalgono al 1254. L'intitolazione a San Martino riporta tuttavia assai indietro nel tempo e non è da escludere che la sua origine possa essere fissata tra l'VIII e il X secolo allorchè la diffusione del culto di San Martino andava di pari passo con quello del culto di San Michele, per cui si ebbe il fenomeno delle cosidette "chiese a coppie".
     Nativo di Dezerega (1916) è il pittore Andrea Dezerega, che emigra negli Stati Uniti  con i genitori all'età di sedici anni e torna una prima volta in Italia nel 1958 per un breve soggiorno, fino a che nel 1968 decide di tornare a vivere nel paese natale.
     Qui va alla ricerca di nuove esperienze artistiche, partecipa a mostre e realizza due opere per la Chiesa di San Martino: un grande affresco in cui ha rappresentato in modo figurativo la festa estiva della Madonna del Carmine e una "Deposizione dalla Croce" secondo il suo ultimo stile molto vicina al cubismo.
      Ma vent'anni dopo si lascia vincere dal desiderio di tornare in America. Sembra presagire che non rivedràpiù Dezerega, e prima di partire realizza, sui resti delle vecchie case degli avi, un singolare "memorial park" destinato a "testimoniare l'affetto che i de Zerega hanno sempre avuto per la terra dei padri". 
     Muore a Washington dopo pochi mesi, nel 1988. A lui si deve il reperimento dei fondi per la costruzione della strada che da Dezerega sale al Passo della Crocetta.

      (testo redatto con la collaborazione di R. Lagomarsino) 
      

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V A L L E F R E D D A

Vallefredda


     Vallefredda è il più piccolo dei centri abitati del Comune di Coreglia . Fa parte della Parrocchia di Canevale, ed un tempo per arrivare alla chiesa era necessario compiere un lunghissimo percorso attraverso i boschi di Panallo, località citata già in un documento del 1304.
     Oltre che con Canevale, Vallefredda era collegata a Villa Oneto e Leivi tramite un sentiero pressochè in piano, ricordato in un documentodel 1271, e con Calvari scendendo a valle. Verso il crinale un sentiero consentiva di raggiungere Montallegro attraverso il Passo di Vallefredda e una diramazione portava alla Sella del Rapallino.

     (testo redatto con la collaborazione di R. Lagomarsino)

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P I A N D I C O R E G L I A

Piandicoreglia
     La vocazione agricola della vasta piana di Piandicoreglia, venuta meno negli ultimi decenni per dare spazio a insediamenti industriali e abitativi, compare già in un documento del XIII secolo dal quale risulta che a quell'epoca l'area era stata suddivisa in una trentina di appezzamenti concessi in locazione affinchè venissero coltivati.
     Il grande palazzo padronale, che fu già dei marchesi Marana, e il lungo viale che attraversa la piana, documentano un utilizzo più recente ma sempre legato all'agricoltura. Presso l'antico ponte sul Rio Coreglia un edificio ormai semidiruto con superstiti portali ad arco in pietra lavorata, collocabile nel XV secolo, costituisce un altro segno di passata nobiltà.
     Elemento di rilievo è la cappella che si eleva su di un terrapieno laddove il Rio Coreglia confluisce nel Lavagna. La costruzione attuale è settecentesca ma il luogo dove sorge ha una lunga storia. Qui esisteva, infatti, un insediamento religioso-assistenziale sotto il titolo di San Pietro de Oscano. La prima citazione risale al 1232 ma già nel 1034 la Chiesa di Soglio possedeva beni in monte de Oscano e nel 1146 vi riscuoteva decime la chiesa genovese. Nel 1257 si parla espressamente di un ospitale e nel 1584 si trova l'ultima citazione dell'oratorio di San Pietro.
     Negli anni '40 del secolo scorso l'area di Piandicoreglia è stata utilizzata per la costruzione di un campo di concentramento per prigionieri di guerra di cui si tratta in un'altra sezione di questo sito.

      (testo redatto con la collaborazione di R. Lagomarsino)

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P I A N D E I M A N Z I

Il borgo di Piandeimanzi
     A Piandeimanzi si trova la sede del Comune di Coreglia Ligure. Sull'origine del nome vi sono due ipotesi. Una si richiama al termine "manso" (appezzamento di terra con casa colonica), l'altra,meno dotta ma forse più vicina alla realtà, ai "manzi", cioè ai bovini giovani. Nei secoli scorsi una fiera annuale si teneva infatti nei pressi del paese in una località ancora oggi denominata "Cian da Fea".
     A Pian dei Manzi valicava il Lavagna (è probabile mediante un guado) la variante di Coreglia della "via di Piacenza", utilizzata soprattutto da chi andava o proveniva dal Passo della Ventarola passando per Orero.

      (testo redatto con la collaborazione di R. Lagomarsino)

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  • informazioni territorio

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    Popolazione: 276 ab. (30/09/09)
    Altitudine: min 65 - max 774 slm
    Superficie: 8.02 Kmq
    Località e Frazioni: Coreglia, Canevale, Dezerega, Vallefredda, Piandeimanzi, Piandicoreglia
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