Il Campo 52

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Il Campo 52, Nella Attias e il Giorno della Memoria.

Data:

23 Agosto 2023

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Descrizione

Campo 52

Il Genio Militare, della Caserma di Caperana di Chiavari, avvia la costruzione del Campo di Concentramento N° 52 nei primi mesi del 1941, successivamente allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Nei cartigli dei progetti è più volte riportata una collocazione geografica errata: il campo N° 52 è realizzato in territorio del Comune di Coreglia Ligure, in un'ampia radura compresa tra il fiume Lavagna e la dorsale che delimita il bacino imbrifero collinare e non in Calvari, nome al quale viene associato spesso erroneamente. Le strutture edilizie furono realizzate in precari e l'unica struttura in muratura, oltre il campo, era l'infermeria, ricavata nella casa di campagna dei marchesi Marana.
Il Campo Prigionieri di Guerra, questa la dizione sulle intestazioni cartacee, sarà utilizzato per la detenzione dei prigionieri catturati al fronte africano, per lo più militari dell'esercito inglese o di stati alleati del Commonwealth. Tra il 1941 e l'8 settembre del 1943 passeranno nella struttura circa quindicimila prigionieri, la capienza delle strutture poteva accoglierne poco meno di 4.000.
Durante questo periodo la qualità della vita e della detenzione era di buona qualità, i trattati internazionali erano rispettati ed i sopralluoghi della Croce Rossa Internazionale vigilavano costantemente il campo.
Alla data del 8 settembre 1943 la struttura è occupata dall'esercito tedesco, durante la frenetica giornata un manipolo di militari nazisti detta l'ultimatum e impone la resa del presidio italiano in forza al campo. I tedeschi organizzeranno la successiva deportazione dei 3195 militari in quel momento segregati. Il trasporto avviene seguendo a piedi la strada carrozzabile verso Chiavari, durante la marcia alcuni militari inglesi riescono a sganciarsi: saliranno in montagna per raggiungere le prime formazioni partigiane.
Gli eventi successivi e la proclamazione del governo di Salò, porteranno a utilizzare la struttura detentiva in quel momento rimasta vuota. Il Congresso di Verona aveva visto la stesura di un proclama-progetto del nuovo governo repubblichino, un paragrafo è dedicato alla questione ebraica, già affrontata con la stesura delle leggi razziali del 1938. Nel documento programmatico, al punto 7, si dettava: “Gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri. Durante questa guerra appartengono a nazionalità nemica”. Questo nuovo accanimento porterà ad altri provvedimenti, il 30 novembre del 1943 è pubblicato e diramato l'ordine di polizia N°5: Tutti gli ebrei, anche se discriminati, (....), e comunque residenti nel territorio nazionale debbono essere inviati in appositi campi di concentramento.
Il Capo della Polizia di Genova individua nella struttura di “Calvari” il possibile campo per internati civili. Nei primi giorni di dicembre iniziano trasferimenti presso la struttura già utilizzata per i prigionieri di guerra.
Durante il periodo che trascorre tra questa data e il 21 gennaio passeranno  nella struttura 29 cittadini italiani, arrestati perché ebrei; si trattava di appartenenti alla comunità genovese spesso sfollati in riviera per trovare riparo ai terribili provvedimenti persecutori.
In diverse occasioni ci furono trasferimenti: verso il carcere di Marassi e
San Vittore. Alla data del 21 gennaio 1944 l'ultimo trasporto: i venti ebrei detenuti a Coreglia sono prelevati dal maresciallo delle SS Max Ablinger e iniziano il loro viaggio verso Auschwitz. 

Nella Attias

Dalla lettura dei dati biografici s'evidenzia la presenza nel campo 52 della bambina Nella Attias, nata a Torino il 11 marzo 1938, arrestata a Genova e detenuta a Calvari.
Dopo il trasporto del 21 gennaio è trasferita a San Vittore, carcere di Milano, sale sul “Convoglio 06”, in partenza il 30 gennaio, arriva ad Auschwitz il 6 febbraio dove muore lo stesso giorno nella camera a gas.
Nella Attias vuole essere il nostro impegno per la memoria, fragile vita di
una bambina come esempio di una follia che vide la morte di milioni di vite umane innocenti. Questo permette di verificare come la guerra e i progetti nazifasciti sconvolsero l'intera Europa e passarono sulla nostra terra. Oggi stiamo realizzando un futuro di pace e concordia internazionale, la nascita di una Comunità Europea è certezza per un prossimo avvenire senza guerre, ma non dimenticare deve essere impegno, memoria, per quel triste e così vicino passato.

Il Giorno della Memoria

Il governo italiano ha stabilito, con la legge 211 del 20 luglio 2000, che il 27 gennaio sia riconosciuto come il “Giorno della Memoria” al fine di ricordare la shoah, lo sterminio degli ebrei deportati nei campi nazisti.

Il Comune di Coreglia Ligure, aderendo all'iniziativa della Provincia di Genova, partecipa alle celebrazioni per il “Giorno della Memoria” con una semplice manifestazione che si tiene annualmente il 21 gennaio in località Pian di Coreglia proprio sui luoghi dove sorgeva il Campo di Concentramento N° 52 e dove, dal 21 gennaio 2004, una piazza porta il nome di Nella Attias, una bimba di soli 6 anni passata in quel campo prima di essere inviata ed uccisa ad Auschwitz.

 

 

Ultimo aggiornamento: 23/08/2023, 22:27

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