Descrizione
La vasta piana di Piandicoreglia è stata a lungo dedicata all'agricoltura, come dimostra un documento risalente al XIII secolo. In quell'epoca, la regione era suddivisa in trenta piccoli appezzamenti, che venivano concessi in locazione per essere coltivati. Tuttavia, negli ultimi decenni, la vocazione agricola dell'area ha subito un forte ridimensionamento: il territorio è stato progressivamente occupato da insediamenti industriali e abitativi, mentre la coltivazione dei campi ha perso d'importanza. Nonostante questo, il ricordo delle origini agricole di Piandicoreglia rimane vivo, testimoniando una parte importante della storia e della tradizione della regione.
Il grande palazzo padronale dei marchesi Marana e il lungo viale che attraversa la piana sono testimonianze di un utilizzo legato all'agricoltura. Tuttavia, le tracce della nobiltà passata si trovano anche in un edificio semidiruto vicino al ponte sul Rio Coreglia. I portali ad arco in pietra lavorata che sopravvivono da secoli, rappresentano la grandezza del passato. Ma la storia continua, nel muro di un altro edificio vicino alla cappella, sono ancora visibili archi e pietre ben lavorati che indicano l'importanza della costruzione. Non sappiamo qual era la sua funzione, ma ciò che è certo è che questo edificio antico continua a raccontare la storia della zona.
La cappella che domina la zona è senza dubbio l'elemento di rilievo del luogo. Costruita nel Settecento, ma situata in un sito che di storia ne ha da vendere, l'edificio religioso si trova su un terrapieno in cui il Rio Coreglia incontra il Lavagna. In passato questo posto ospitava un insediamento religioso-assistenziale chiamato San Pietro de Oscano, la cui prima menzione risale al lontano 1232. Già nel 1034, la Chiesa di Soglio aveva possedimenti in questa zona, mentre nel 1146 la chiesa genovese incassava le decime della zona. Nel 1257, si fa specifico riferimento all'ospitale che sorgeva qui, mentre l'ultima menzione dell'oratorio di San Pietro risale al lontano 1584.
Nella suggestiva zona di Piandicoreglia, a breve distanza dalla cappella, si trova l'attraversamento del fiume Lenta. È interessante scoprire che già dal 1559 esisteva un ponte, probabilmente in legno, che nei secoli ha avuto bisogno di restauri. Qui si incrociavano la “via Piacenza” e la “via Patrania”, la strada di fondovalle. Questo era anche il luogo in cui veniva riscossa la tassa di pedaggio concessa ai Malaspina dallo stesso Federico I nel 1164 nella località di Soglio, un pezzo di storia che oggi ci fa viaggiare indietro nel tempo. Tuttavia, sebbene questi luoghi abbiano una ricca storia, la zona è stata utilizzata anche per scopi meno nobili. Dagli anni '40 del secolo scorso, infatti, questo territorio ha ospitato un campo di concentramento (Campo 52) per prigionieri di guerra, il che ci fa riflettere sulla durissima realtà dei conflitti mondiali.