Descrizione
Situato nel territorio del Comune di Coreglia Ligure, in un'ampia radura tra il fiume Lavagna e il crinale che delimita il bacino collinare, il campo fu inizialmente utilizzato per la detenzione e la prigionia dei soldati britannici catturati sul fronte africano. Oltre 15.000 prigionieri sarebbero passati per il campo prima della sua chiusura nel settembre 1943.
Le strutture edilizie del Campo di Concentramento n. 52 erano realizzate con materiali precari e avevano una capacità di ospitare poco meno di 4.000 prigionieri. L'unica struttura in muratura, oltre al campo, era l'infermeria, ricavata dalla casa di campagna del Marchese Marana.
L'eredità del Campo di Concentramento n. 52 vive ancora oggi ed è ricordata da coloro che vi hanno vissuto e sono morti. Ricorda la sofferenza e la prigionia subita da migliaia di soldati britannici durante la Seconda Guerra Mondiale e serve a ricordare l'importanza del rispetto dei diritti umani e della dignità in tempi di conflitto.
L'8 settembre 1943, il Campo di Riitano fu occupato dall'esercito tedesco. Questo segnò un evento significativo nella storia, con 3.195 militari italiani che si arresero ai tedeschi. Il trasporto dei prigionieri avvenne a piedi, seguendo la strada carrozzabile per Chiavari. Durante questo periodo, un manipolo di soldati nazisti dettò l'ultimatum e forzò la resa.
Prima dell'occupazione del campo di Riitano, i trattati internazionali erano rispettati e la qualità della vita nel campo era di buon livello. La Croce Rossa Internazionale monitorava costantemente il campo per garantire il benessere di tutto il personale.
Durante la marcia, alcuni soldati britannici riuscirono a sganciarsi dal corteo e salirono sulle montagne per unirsi alle prime formazioni partigiane. Questo ha permesso loro di fuggire e di cercare aiuto.
La Battaglia di Campo di Riitano è un momento cruciale della storia e mette in evidenza l'importanza dei trattati internazionali e di garantire una buona qualità di vita a tutto il personale. Sottolinea anche l'eroismo di coloro che riuscirono a fuggire e a combattere contro il dominio nazista.
Il Congresso di Verona vide la stesura di un progetto-proclama del nuovo governo repubblicano. Il punto 7 del documento politico stabiliva che gli appartenenti alla razza ebraica dovevano essere considerati stranieri. Questo portò all'emissione dell'Ordine di Polizia n. 5 il 30 novembre 1943, che affermava che tutti gli ebrei, indipendentemente dalla discriminazione, dovevano essere inviati in campi di concentramento speciali. Ciò ha portato all'utilizzo della struttura di detenzione che all'epoca era rimasta vuota.
Il Congresso di Verona aveva visto la stesura di un progetto-proclama del nuovo governo repubblicano, un paragrafo dedicato alla questione ebraica, che era già stata affrontata con la stesura delle leggi razziali del 1938. Queste leggi erano state istituite per impedire agli ebrei di avere gli stessi diritti degli altri cittadini, come il diritto di voto o di ricoprire cariche pubbliche.
L'Ordine di Polizia n. 5 fu emesso il 30 novembre 1943 in risposta al Congresso di Verona e alle leggi razziali del 1938. Questo ordine prevedeva che tutti gli ebrei all'interno del territorio nazionale fossero inviati in speciali campi di concentramento. Questo ordine fu un ulteriore passo avanti nella discriminazione degli ebrei e nella privazione dei loro diritti.
Il Congresso di Verona e l'Ordine di Polizia n. 5 ebbero un impatto devastante sulle comunità ebraiche in Italia. L'ordine portò alla deportazione di migliaia di ebrei nei campi di concentramento, dove molti furono uccisi o subirono altre forme di danni e abusi. L'ordine in definitiva privò gli ebrei dei loro diritti e delle loro libertà e portò a un aumento della discriminazione e della persecuzione nei loro confronti.
All'inizio di dicembre 1943, il Capo della Polizia di Genova identificò la struttura "Calvari" come possibile campo per internati civili. Questa struttura era già utilizzata per i prigionieri di guerra e divenne il luogo in cui 29 cittadini ebrei italiani furono arrestati e detenuti tra questa data e il 21 gennaio 1944.
In diverse occasioni, questi internati furono trasferiti in altre prigioni, come Marassi e San Vittore. Il 21 gennaio 1944, l'ultimo trasporto di venti ebrei detenuti a Coreglia fu raccolto dal Maresciallo delle SS Max Ablinger e iniziò il viaggio verso Auschwitz.
I ricordi di questi trasferimenti rimangono con noi, un ricordo straziante degli ebrei genovesi internati e di quelli che perirono durante il viaggio verso Auschwitz. Dobbiamo continuare a ricordare questi eventi per onorare coloro che sono passati e per garantire che la storia non venga mai dimenticata.